Niente cacciabombardieri.

Riporto il messaggio che ho inviato al Presidente della Repubblica sul sito istituzionale https://servizi.quirinale.it/webmail/ (abilitate i cookie).

“Mi appello a Lei nella sua duplice veste di mio Presidente e di Capo delle Forze Armate. In un periodo in cui ci si chiede una convergenza di sforzi per il risanamento del Paese (ferme restando alcune mie riserve sulle cause perverse di certe crisi), tale convergenza dovrebbe comprendere un ridimensionamento di spese militari assolutamente estranee al vero interesse nazionale.
Chiedo perciò che Lei intervenga affinché l’acquisto di cacciabombardieri F35 non sia solo decurtato, ma annullato in quanto inutile, economicamente e perfino strategicamente.
Certo che Lei vorrà tenere nel debito conto i tanti appelli e le tante iniziative in arrivo dalla Società Civile da Lei rappresentata, invio i miei rispettosi ossequi.
Riccardo Baldinotti, Milano”

Anche io ci ho messo la faccia e spero che lo facciano in tanti.

Per informazioni:
qui http://www.disarmo.org/nof35/index.html
oppure qui http://it.peacereporter.net/articolo/30658/Taglia+le+ali+alle+armi

Inserito in Polemiche | 1 commento

Ringrazio.

In uno dei primi articoli segnalavo che l’immagine in testata era storta. L’avevo fatta così e ne facevo commento. Ringrazio in ritardo l’amico Marco Sala che me l’ha raddrizzata. Rendendo vano il commento, certo; ma così vanno le cose, e forse in fondo non resta superato.

Dicevo che “Preferisco portare il poco mio che mostrare il molto altrui”. Mi sono trovato fortunato portatore di un molto regalatomi e anche in questo caso fruisco della gratuità. In questi giorni in cui tutti parlano solo di crisi economica facendo finta di non stare parlando delle nostre crisi vere, è fondamentale ricordare che le cose importanti sono quelle gratis.

A un poveraccio di Signa chiesero se volesse in regalo un cappotto o una chitarra. “Chitarra” fu la risposta, e d’inverno fu oggetto di ironie: “Tira su il bavero alla chitarra, ché ti scaldi!”.
Ebbene, io non so se fosse idealista o scemo. Per me resta un eroe.

Inserito in Cogitazioni, Fenomenologia di me | Lascia un commento

Fratelli d’Italia

Se mio fratello ottiene un buon risultato, il meno che possa fare è porgergli i miei complimenti sinceri, enfatizzando il suo risultato; contemporaneamente non mi aspetto che mi prenda in giro vantandosi di un successo che io non ho avuto.
Perché siamo fratelli: oltre all’affetto, siamo chiamati a farlo per una delle autoevidenti ragioni di solidarietà umana.
Bisognerebbe che tutti i tifosi di calcio si ricordassero di quando berciano le primissime parole dell’inno nazionale, pronti come sono a scagliarsi invettive, sfottò, perché una squadra ha vinto o perso.
Lo spirito sportivo implica rispetto per l’avversario di un incontro, tanto più se ne dovrebbe per una rivalità indiretta, magari con dei concittadini.
Ma i tifosi non sono sportivi.

Inserito in Chiacchiere, Polemiche | Lascia un commento

A che pro? – conclusione

Ma ti dico io quale, secondo me, è la causa principale di certa assenza.
Non il fastidio di cose note e non più rimaneggiabili.
Non l’immersione in universi a questo impermeabili.
Neppure la mancanza di informazioni urgenti da consegnare ai viventi.
Come avrai notato, non prendo in considerazione la banale possibilità dell’insussistenza post mortem, soprattutto perché non mi avrebbe permesso i precedenti arzigogoli. Anche il più sicuro ateismo deve convenire sulla fecondità letteraria delle religioni.

È il disgusto per la falsità.

  • - Laggiù si è nella verità, quella condizione scomoda per tutti e non sempre accettata, di cui si dà una definizione che è precisa in modo inversamente proporzionale alla vastità delle esperienze perché nemmeno si hanno, qui, gli strumenti concettuali necessari a cogliere la complessità. E se ti sfugge qualcosa, di quel che resta non cogli il senso giusto. Disgusto, per tanti e troppo creduti fraintendimenti.
  • - Laggiù si è nella conoscenza. Ti sarà capitato di accorgerti di non avere nemmeno la maniera di spiegare qualcosa di evidente, figuriamoci la difficoltà a dire, per chi tutto sa, a chi nulla capisce. Ma immagina se dovessi spiegare la gravitazione a medievale scolastico, o il motore a scoppio a pur avveduto fabbro Khmer. Che dir, che non richieda troppa spiegazione?
  • - Laggiù si è nell’eternità, una condizione che esclude le modalità narrative che conosciamo. La relazione di causa-effetto assume aspetti diversi per cui nessun caveat suona come noi lo comprenderemmo. Anche per questo i fratelli di Epulone non possono salvarsi.

Insomma, troppa la distanza fra quello che diventi e quello che resta qua. Se ti riveli in sogno, a dire di una condizione via via più straniera, trovi attenzioni obnubilate, fissazioni e traumi ripercorsi senza frutto. Se entri nei pensieri di veglia, trovi mura che più imprigionano che difendono; menzogne ostinate a coltivare squallidi giardinetti privati, scelti a preferenza di prelibate immensità collettive; paure che impediscono dialoghi coi vivi, che a capacità di comprendere son peggio dei morti.
Per non parlare del fatto che, forse, la condizione del fantasma è quella di chi vede ma non è visto, per un tempo sufficiente a scoprire le meschinità da noi sempre ricoperte.
Mentre un’anima sente il bisogno di sgravarsi delle proprie cattive abitudini, capisce sicuramente che non potrà alleggerirsi finché continueranno le frequentazioni in cui le cattive sue abitudini si erano generate e giustificate.
Allora per l’etereo si presenta un dilemma abbastanza netto. Rimanere fissato alla melma di manie, timori, falsità e fraintendimenti, fingere a se stesso di non sapere altro che la propria ignoranza?

Laggiù si è nella verità. Il disgusto per la passata inconoscenza farà senz’altro parte del nostro purgatorio, ma ci sarà poca voglia di rivivere, in tutta la sua pienezza, la falsità di questo mondo.
Qui si fa finta di niente, accettando di lasciarsi accecare nel chiuso di questi sensi incompleti, di questo peso che ci tiene vincolati ad un “qui” tanto angusto, al paraocchi di bisogni che dissuadono dal guardarsi attorno. Ma quando c’è visione, libertà e possibilità, chi vorrebbe rimanere nel chiuso puzzolente di un mondo infangato?

Per questo, penso ragionevole la scelta dei nostri predecessori, di non farsi vedere più.

Inserito in Cogitazioni | Lascia un commento

A che pro? – quarta parte

Altro è il caso che l’aldilà sia una specie di spazio esteso, come se in vita potessimo accedere solamente ad un pezzo di un universo più ampio, visibile con occhi qui impediti. Allora ecco la possibilità di spostarsi, fra tutti i bei posti e le piacevoli situazioni, anche nella ben nota valle di lacrime.
Stupisce che lo si faccia non da turista bensì da pendolare: a un’anima cui sia concesso di visitare a piacimento ovunque, salta in mente di recarsi là dove è già stato, magari avendovi faticato? Soprattutto persone che se ne siano andate di qui per una malattia o dopo lunga e sfibrante vecchiaia, quale voglia potrebbero avere di ricordarsi i recenti fastidi?
Potrà succedere che un defunto abbia lasciato cosa in sospeso abbastanza importante da fargli mantenere un contatto: dalla password di un conto cifrato al nascondiglio di un bene trafugato al nome di un assassino…. Effettivamente, dei rientri sempre transitori dall’eterna trasferta, ne vengono riportati con messaggi specifici a persone specifiche, dopodiché è l’addio.
Altre storie, ma più connesse al folclore, parlano di immagini perduranti in luoghi connessi, generalmente, a fatti violenti. A me sembrano credibili quanto le fotografie di mostri lacustri, anche se ho sempre sperato che Nessie esistesse davvero.
Degli altri casi, forse la nuova vastità rende infinitesime le terrestri cure, come appare la Terra se commisurata non alla Galassia, ma anche solo al Gruppo Locale. Ecco che un similvisionedotato spettro durerebbe fatica a rimicrofocalizzarsi.

continua…

Inserito in Cogitazioni | Lascia un commento

Pitagora

Ecco qua il risultato dei miei ragionamenti geometrici.
Credo che fosse cosa nota già al nonno di Euclide.

c2 = 2ab+(a-b)2 = 2ab+a2-2ab+b2 = a2+b2
In pratica, inclinando l’ipotenusa, costruisco diversi triangoli (giallo, verde, azzurro, blu) e in mezzo rimarrà un quadrato pari alla differenza fra i due cateti.

In questo modo la nota formula varrà per ogni coppia di valori per i cateti.

A questo indirizzo ho trovato chi ha insegnato al nonno di Euclide.

http://lanostramatematica.splinder.com/post/24271300/bhaskara-i-e-una-dimostrazione-del-teorema-di-pitagora

Inserito in Uncategorized | Lascia un commento

A che pro? – terza parte

Ora, lascia che la slavina completi il suo sporco, quantunque candido, lavoro e fai un terzo definitivo esperimento: il tuo pensiero è adesso legato a non corporee sinapsi e quindi riusciamo ad avere una maggiore velocità di realizzazione ma forse un eccesso di possibilità, tutte le idee parimenti raggiungibili ad affollarsi con la furibonda capacità analogica che già nei sogni ti disorientava.
I profeti, e men che meno i medium, non si sono scomodati a darci indicazioni sul funzionamento dei pensieri di un umano senza cervello e i molti esempi di decerebrati in vita non sono pertinenti… perciò devo limitarmi a ipotesi.
Diciamo che generalmente, salvo il controllo esercitato su di noi dalla costanza delle situazioni, la nostra fantasia è fuori controllo. Basta una sostanza psicotropa, basta una distrazione, basta il sonno, e cominciamo a vagare in modi forse non del tutto determinati dalle nostre inconsce volizioni. Se un fantasma si trova in una situazione analoga, hai voglia ad aspettarlo: è impegnato a fluttuare fra tutto il concepibile e non lo riprendi più.
Questa sarebbe già una spiegazione buona; i fantasmi vagano indefinitamente fra tutti gli universi che è possibile pensare, contemplando non richiesti panorami a base di stalagmiti dolcificate e busti in grandezza naturale di Enrico Fermi fatti con burro di yak.

-°0°-

Supponiamo invece che nuove costanze offrano terreno solido agli altrimenti labili trapassati. Ecco un’altra ragione per non farsi vedere, in quanto in tutt’altri impegni impegnati e in tutt’altre esigenze compresi. Che l’aldilà sia un rifacimento in meglio dell’aldiqua o completamente diverso, già il suo permanervi potrebbe impedire ritorni.
Ecco che chi si trova in quell’Altrimenti faticherebbe a distogliervisi, come noi qui fatichiamo a perdere la conoscenza dell’Intorno.

continua…

Inserito in Cogitazioni | Lascia un commento