Appello a Emergency

Sono un cittadino italiano, vivo nel mio Paese e non prevedo di emigrare, come tanti nel mondo fanno per cercare pace, lavoro, cure.
Sono però preoccupato per la situazione sanitaria di qui.

Non parlo dei casi di quella cosiddetta malasanità di cui si riempiono la bocca i giornalisti, ma del progressivo degrado del sistema sanitario e previdenziale.
Non vi sto a raccontare in quanti modi il popolo italiano sia attaccato: dal semplicismo di chi disprezza il bene pubblico, di fatto consegnandolo a interessi personali o di parte; dalla disonestà di chi disprezza il suo simile al punto da sottrargli i beni minimi dell’istruzione e della salute; da potentati di ogni provenienza che disprezzano il Paese per opprimerlo con vecchie e nuove schiavitù.

Parlo di una nazione che, così stretta, non ha luci di riferimento in una navigazione a vista piena di pericoli; parlo dei tanti segni di disaffezione, della sempre maggiore facilità con cui il sistema sanitario è smantellato, un pezzettino alla volta, nella dilagante rassegnazione dei più, appena increspata di proteste flebili.

Venite, per favore, da noi, non lasciate che questa piaga incancrenisca. Venite a portarci il balsamo dell’efficienza, dell’impegno, del senso di giustizia. Venite possibilmente in una delle zone maggiormente colpite, quelle che con un eufemismo chiamano “a rischio”: ma non di rischio si tratta, bensì di una verità che già produce morte e sofferenza.
Venite a insegnare la gratuità in una nazione che spesso si bea di una presunta umanità poi smentita nei fatti. Venite a richiamare le coscienze ai valori sociali.

Siamo zona di frontiera: per noi sta correndo il confine tra civiltà e barbarie, tra pace e guerra, tra progresso e decadenza. Col vostro aiuto si potranno risvegliare alcune coscienze, troveranno coraggio i tanti che ancora, nonostante tutto, fanno del loro dovere un motivo di vanto.

Venite a darci il vostro conforto e la nozione che per tutti noi c’è una speranza: quella che l’Italia diventi la perla di civiltà di cui parlano i libri di Storia.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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