Un Aiuto a me simile

Quando ad Adamo furono proposti tutti gli animali, affinché ne trovasse uno che gli fosse simile, quale non dovette essere il suo sconforto mentre gli passavano davanti schiere di insetti, flotte di pesci, mandrie di quadrupedi, squadriglie di volatili e in ciascuna singola bestia trovava irrimediabili lontananze da sé. Ci volle una notevole fiducia nel suo Amico per non piantare tutto alla centesima lieve farfalla, all’ennesimo simpatico lemure, all’ultimo feroce carnivoro. E se ne andò a dormire immaginiamo quanto depresso.
A meno che l’Amico di cui sopra gli avesse nascosto il suo intento e al primo uomo non fosse mai balenata l’idea di poter avere un aiuto: si sentono le mancanze che si possono immaginare, le altre andando a movimentare strati profondi nel mare del nostro essere.

Immaginiamo che il nostro Adamo si accontentasse: trovato un bruco multicolore o un cavallo possente, fa salti di gioia e tutto contento inizia le molte nuove attività che un simile accoppiamento gli permette. A questo punto i casi sono due: l’ineguale società funziona abbastanza da produrre risultati soddisfacenti e Adamo ritiene di avere trovato “l’aiuto a lui simile”; oppure si rende conto che con un bruco, o un cavallo, o qualunque altro vivente umanodissimile, si procede fino ad un certo punto: mentre lo sguardo umano salta subito oltre, appena raggiunto l’ultimo obiettivo (guardate i bimbi…), quello del purchessia sa trovare una piena soddisfazione. I livelli del desiderio animale sono connaturati; quelli umani sembrano, agli stessi, contronatura.

Eppure mi sembrerebbe che anche tanti umani, in fondo, siano contenti del loro stato. Non dico che non siano in agitazione, ma sembra che QUESTA sia la condizione che scelgono: come un Adamo che si è fatto allettare dal manto di una tigre.
Oppure scelgono quel che vedono, ritenendolo adeguato, e poi se ne lamentano: immagina Adamo col suo bue, animale peraltro utilissimo, imprecare il destino che gli nega di meglio.
Qualcuno sembra non aver fatto alcuna scelta, prendendo ciò che viene: un Adamo tutto sommato solo.
Mi domando qual sia la mia scelta.

Potrebbe sembrare ragionevole, per Adamo, avere preso di tutti gli aiuti che trovava, fino al momento in cui gli fosse offerto il migliore; questo sia che avesse nozione che un tale insuperabile aiuto sarebbe giunto, sia no.

Ora, di aiuti ne troviamo tanti, Eva e Adamo nella stessa situazione; è dell’Amico, quello che ci procura aiuti, di cui molti dicono di sentire la mancanza mentre alcuni sostengono poterne fare a meno. C’è invece chi sembra possederlo.

-°0°-

Io penso a quella notte insonne in cui l’Umano, guardando il cielo stellato su di sé, dopo una defatigante cernita, considerava l’argomento Aiuto.
Quella Persona era stata soddisfatta, aveva creduto di trovar di che placare la sua ricerca, per esserne magari già pentita?
Forse, non potendo sopportare la nozione di una vita solitaria, avrà preso quel che capitava, sentendosi magari immeritevole di meglio. E avrà levato, non convinta, carmi di ringraziamento di cui si sentiva debitrice.
O forse, benché scontenta, si sarà detta che tale era la sua situazione, che il mondo era insoddisfacente, ma essa era grande e se la sarebbe cavata.

Senza aiuti.
Senza un Amico.
Tutto sommato senza speranza, che è la promessa di una cosa a venire.

E poi immagina quella Persona in mezzo a tante altre, alcune contente di scelte che a Persona paiono devastanti, altre a dirle che non esiste Scelta, ma anche questa lo è.

Finché non ti sbuca fuori la tua Eva, come puoi immaginarla?
E se il tuo Amico si nasconde, come stanarlo? Non puoi che aspettare, finché non ti faccia ‘bù’ da dietro un inatteso nascondiglio.
Puoi farti un amico immaginario che ti tenga compagnia e ti consoli nella solitudine. O decidere che non c’è amico e dire che va bene così.

Sai la faccia di Eva, se avesse trovato Adamo in compagnia d’un barracuda, un basilisco o un bonobo? E come avrebbe potuto, l’affrettato sceglitore, spiegare il ripiego?
Come dunque rimproverare l’adamo che rifiutasse di sentirsi associato a qualunque **cosa** insoddisfacente?

Tanta religione come ripiego alla mancanza di un Dio… tanta incredulità in chi giustamente non riesce a immaginarlo.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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