Musica contemporanea

Sicuramente salterà fuori che sono io ad avere prevenzioni…

Mi sono divertito tanto a vedere un video in cui si esegue un concerto per piano e orchestra ma… il pianista era un gatto.
Ebbene sì, il compositore Mindaugas Piecaitis ha preso un video di un gatto che batte sui tasti di un pianoforte, ha aggiunto una parte orchestrale e dirige mentre su uno schermo scorre il filmato del… solista.
Grande idea, secondo me, e nella mia ignoranza mi pare che il risultato sia accettabile musicalmente.
Hanno fatto concerti per “piano preparato”, per macchina per scrivere; hanno usato strumenti musicali in maniera inconsueta; hanno usato freni d’auto e altri oggetti in luogo di strumenti. Hanno composto brani in cui si ripete una cellula con minime variazioni; hanno lasciato che una macchina interagisse coi musicisti determinando lo svolgimento di un’esecuzione. Hanno perfino “composto” alcuni minuti di silenzio totale dopodiché il pubblico applaudiva.
Insomma, nell’ultimo secolo i confini fra musica e ogni altro evento sonoro si sono fatti labili, come d’altronde molti altri confini.
Dunque io sono colpito favorevolmente dall’idea e faccio i complimenti all’autore…
CHE NON È IL GATTO!
La ragione per cui mi sono messo a scrivere è che voglio ribadire ad alcuni commenti trovati a proposito del filmato.

Qualcuno commenta che il gatto suona meglio di certi pianisti.
Per niente. Se filmiamo un pianista mediocre, come fatto col micio (che poi è una micia), e selezioniamo le parti di un’esecuzione che sono venute meglio, otteniamo certo un buon risultato.
Altri si spingono ad affermare che il gatto sia meglio di certi compositori.
Proprio no. Per comporre ci vuole un progetto, bisogna prendere delle decisioni. Sì, anche nella musica aleatoria, l’alea essendo decisa dall’autore. Al massimo potremmo parlare di improvvisazione al che dovrebbero dimostrare che i movimenti del gatto sono, almeno qualche volta, tesi a produrre determinati suoni, ma mi sembra di non notare altro che stimoli corporei, i suoni entrandoci poco.
C’è chi commenta che “ha superato il genere umano”.
E come: inventando il pianoforte, scegliendo di farsi filmare, selezionando i pezzi, componendo la parte orchestrale?

Cominciamo col dire che una simile operazione è possibile solo oggi, dopo che l’elaborazione culturale umana, l’arte umana, hanno permesso forme musicali che probabilmente sarebbero apparse artisticamente blasfeme a quasi tutti i nostri antenati.
È l’umanità, quella che ha reso possibile una simile esperienza di cui Nora, l’artista felina, difficilmente è stata consapevole.
Umane sono le entità che hanno plaudito, commentato, riso; umani (spero) sono gli esseri a cui mi rivolgo.
Nessuna superiorità, felina o genericamente animale, può essere invocata, perché nessuna azione, felina o animale, è entrata nel processo creativo.
Le stesse parti del pianoforte, utilizzate per la composizione, sono evidentemente scelte e montate (vogliamo scommettere?) da un umano, presumibilmente quello “owned by the cat”, come qualcuno scrive, senza (altra scommessa) alcun parere espresso dal cosiddetto esecutore.

Ancora una volta la natura, intesa nel senso più ampio possibile, è fonte di ispirazione perché gli umani, i contronatura, producano le loro innaturali creazioni. Dal “plen air” trecentesco all’Arcadia barocca, fino alle conquiste della tecnologia, altro modo di trarre ispirazione dalla natura, l’umano prende ciò che vede nella natura, cioè quello che trova in sé, e lo riporta fuori trasformato. Il fulmine genera tuoni, gli umani inventano i tamburi; il sangue scorre da una ferita, gli umani inventano la guerra; una pianta lascia macchie sulle mani, gli umani inventano la pittura.
Nel bene e nel male, l’umano è al di là. È capace di chiamare “bene” e “male” alcune cose, di usare un fenomeno naturale per fare cultura, dalla quale altri umani traggono nuove ispirazioni per produrre altra cultura.
Perfino i periodici ritorni alla natura vagheggiati da umani, guarda caso da parte di chi della natura è fuori, sono un ritrovato culturale.
Anche l’amore per gli animali è un fenomeno umano, ben diverso da occasionali episodi di collaborazione interspecifica. Il fatto che un cucciolo susciti tenerezza, che un gatto sia buffo, sta negli occhi dell’umano che lo dice.

Io non vedo se non ciò che è dentro di me. Dentro di me c’è ben più che un miagolio, e ben di più posso produrre. È la ragione per cui dovremmo costantemente evitare tutto ciò che riduce l’umano a un bidone dell’immondizia. Anche in nome della natura.

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Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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Una risposta a Musica contemporanea

  1. MIRNA GUERZONI ha detto:

    Ciao Riccardo,
    molto bello il tuo mottetto sulla gattina elegante, allegro amaro, penetrante!
    Spero in altri. Sempre ammirata e affezionata Mirna

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