Deconn 2/n

Molti Deconn faticano a rendersi conto di ciò che è appena accaduto: continuano freneticamente a richiedere servizi e tentare comunicazioni, qualcuno attirando così gli sguardi attorno. Sono i vicini, i passanti, ad accorgersi dell’accaduto, mentre la persona comincia a manifestare gli effetti caratteristici della perdita di contatto: smarrimento, vertigine, ansia.
La disconnessione avviene quasi sempre mentre la persona è in un luogo pubblico, circondata da contatti occasionali, molti dei quali non lo conoscono. In queste circostanze si è più vulnerabili, l’impulso predominante è quello di negare il fatto, accusare i servizi, tentar di fare verifiche nei dispositivi degli altri, che tanto più si ritraggono isolando la persona che comincia ad innervosirsi, oppure attribuendo l’accaduto a una qualche figura ostile, esistente o immaginaria, o talvolta prendendosela coi vicini.
In questa fase è assai probabile che si scateni la violenza nei suoi confronti, appena qualcuno capisce l’accaduto in caso contrario, la persona tenta un contatto con le persone circostanti, tramite canali verbali o compiendo gesti del tipo di quelli richiesti dalle applicazioni più usate. È possibile un attacco di una forma particolare di megalomania, simile a quella che coglie i vincitori di qualche inter-concorso, ma volti a esigere il ripristino dei servizi per alcune non chiare virtù personali.
Esaurita anche questa breve frase, accade frequentemente che la persona si “disattivi”, come fosse uno dei dispositivi ammutoliti. Iniziano recriminazioni nei confronti delle persone conosciute, del sistema delle comunicazioni, dell’economia in generale, benché presto la persona si renda conto di quello che è accaduto e cominci ad elaborare un tentativo di spiegazione, in cui le proteste precedenti cominciano ad apparire come possibile causa dell’accaduto e la persona inizia a domandarsi se quel suo atteggiamento non sia in essa ricorrente, e perciò sanzionato: molti si autoaccusano dei propri difetti, veri o presunti.
Si giunge così a fare una qualche ipotesi, non necessariamente coerente, in cui il fatto assume una logica e la persona sente che quanto successo può solo essere accettato.

Il processo descritto è piuttosto rapido in verità, senza il tempo che le impressioni sedimentino in una vera comprensione. Il Deconn resta, nella propria mente, esattamente come prima ma con un “problema temporaneo”, e nulla, nel mondo delle Conn, concede tempo per la meditazione.

Precedenti:
Deconn 1/n

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5 risposte a Deconn 2/n

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