Doni non solo natalizi

Il pacco, infiocchettato o meno, richiede una sola cosa: essere aperto. Non si può, non si deve, né tantomeno si vuole, aspettare oltre.
Ecco, il meglio dei regali è quando li devi aprire. Potrei abbandonarmi a molti pessimismi in merito e in molti l’hanno fatto, ma io invece voglio farci dell’ottimismo.
Infatti trovo consolante, entusiasmante perfino, questo tratto dell’umana ingordigia: esiste una fame da penuria ma c’è anche una fame in chi assaggia e ne vuole ancora… come quando in ufficio mi chiedono aggiunte ai miei programmini! Come l’ingordigia di bambini sereni…
Nonostante il mio pessimismo cosmico, non so rinunciare all’idea che l’universo sia un parco giochi e che io debba aggirarmici in cerca delle migliori godurie; un po’ come quei videogiochi in cui devi scoprire oggetti nascosti, tesori che richiedono la soluzione di enigmi, porte che si aprono solo in determinate condizioni.

Perché la scienza è entusiasmante? Perché è una storia di scoperte che sono state molto più dei regali di Natale. I regali si aprono, possono piacere o meno, poi c’è un soggiorno pieno di carta straccia, qualche gioco, infine il dono entra nella routine; può capitare che un oggetto, regalato o meno, assuma col tempo un significato speciale ma questo è un altro discorso.
Invece una scoperta scientifica, grande o piccola che sia, porta con sé altre domande, nuovi orizzonti da raggiungere, la promessa di un nuovo pacco da scartare.
Per essere veri scienziati non servono un camice, un microscopio o un telescopio, una parete piena di libri; serve l’atteggiamento di fiduciosa attesa del prossimo dono, fiduciosa perché spesso tocca attendere molto, e fiduciosa perché spesso i doni non sono quelli attesi. La scienza smette di entusiasmare quand’è sostituita dal medico della Asl, dal dirigente di un istituto di ricerca, da una persona pagata in ragione degli articoli pubblicati. Oppure quando si trasforma il pacco regalo già aperto in un totem da adorare (ma questa è una faccenda complicata).
La fiducia che l’universo abbia un senso è motivata quanto credere in un creatore. Per questo credo che la scienza rientri nell’insieme delle cose più compiutamente umane, insieme all’arte e, ebbene sì, alla religione.

E io, che non sono scienziato, né artista, né religioso? Io guardo negli interstizi, fra mattoni che non ho scelto e neppure montato, per vedere il pacco dono che posso trovare in una frase a persona sconosciuta, oppure alternando alla coscienza le diverse immagini che una poesia, un racconto, una cronaca, una ricerca possono dare anche di un muro nudo. Il bello è che non ho bisogno di inventare, mi basta prendere dalle illuminazioni altrui, dallo studio di generazioni. Vado così costruendo un “me” tanto diverso da ogni altro quanto può esserlo la traiettoria di una palla di neve lanciata a caso, l’importante è che il lancio sia lungo.
Il desiderio di provare stupore rischia di condurmi a una noia perpetua finché aspetto che lo stupore venga da fuori, ma uno sguardo cangiante può rendere stupefacente quello che pareva ordinario.

Annunci

Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
Questa voce è stata pubblicata in Cogitazioni, Fenomenologia di me e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Doni non solo natalizi

  1. Pingback: Sì, ma quali doni? | riccardobaldinotti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...