Non allineato

Sono sempre arrivato in ritardo, oppure sono sempre stato da un’altra parte. Mi sono così costruito una personale distinzione fra cose che rimanevano e cose transeunti. C’era in casa quel 45giri dei Vanilla Fudge, e mentre alla televisione suonavano un brano appena uscito la differenza mi parve chiara.
E siccome continuavo a inseguire il tempo, vedevo tutto come si guarda un reperto di museo: la notizia di cronaca di un anno prima diventava storia; il libro passato di moda, un documento dei tempi andati.
Mi viene in mente una sola cosa in cui ero al passo coi tempi benché defilato dalle maggioranze, leggermente spostato dai ranghi: la musica. Quando uscì Tarkus di ELP me la trasmisero alla radio abbastanza perché i miei giovani geni ne fossero plasmati. Quando mi innamorai perdutamente di CSN&Y mi passarono accanto puntualmente i dischi, ma consideravo anch’essi come residui di altre epoche o messaggi da altri luoghi, tanto che rimanevo stupito a scoprire che erano appena usciti.

Ora qualcuno mi mette, su una pagina Facebook, un video in cui Crosby & Nash, già ingrigiti, ricantano un pezzo che mi commuoveva. E guardo e vedo che il video è vecchio di altri 23 anni, e in questo la tranquillizzante distanza con l’avvenimento viene meno, trasformandosi in una perdita.

Sarà che sono vecchio anch’io, sarà che ho sognato futuri meravigliosi. Sarà che adesso quelle musiche sono vecchie davvero e con esse alcune fantasie che vi avevo gettato. Perché ero in ritardo e da un’altra parte, anche rispetto a quelle musiche che mi piacevano: allora non c’era l’internet a diffondere quasi tutto e nella mia solitudine feci supplenza alle immagini e notizie mancanti interpretando a modo mio cantanti e mode, facendomi un’idea tutta mia degli hippy, dei Beatles, dei paradisi artificiali, dei grandi concerti, delle contestazioni.
Così il senso di perdita potrebbe essere riferito non già alle persone reali, alle reali ormai lontane vicende, ma all’idea che me ne ero fatto: mai realizzata, non ritrovata nei fatti. Io non sono diventato come i miei sogni vagamente vagheggiavano, il mondo non somiglia minimamente al minimale autoinganno mio, e tutto invecchia lasciando come un leggero profumo d’arance che non ho mangiato.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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