Ammazzateli tutti

Ci sono cristiani ammazzati, deportati, discriminati in varie parti del mondo. Intere popolazioni scompariranno, interi pezzi di storia saranno cancellati, enormi campi profughi si aggiungeranno agli esistenti e come quelli non forniranno altro sbocco se non dipendenza, sradicamento, miseria sociale e culturale.

Per quanto riguarda gli ammazzati, sembra che non siano un grande problema per nessun potentato.
Ora, l’Europa è variamente definita come avere radici cristiane o laiche, ma quale conseguenza producono queste radici?
Quando Pietro tirò fuori una spada per difendere Gesù, questi lo fermò. La Chiesa ammette la legittima difesa, mi pare, ma le questioni religiose c’entrano? E il calice bevuto dal fondatore, non è nel panorama ultimo di ogni credente?
Invece attribuiscono a Voltaire(1) quella frase: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma lotterò per il tuo diritto a dirlo”. Ora, è evidente che tale lotta consista fondamentalmente nell’impedire che qualcuno gli impedisca di dirlo. Purtroppo c’è molta confusione, perché in nome di un generico laissez faire si tende a permettere di tutto, anche che qualcuno impedisca ad altri, salvo invocare i diritti propri e rifiutare impedimenti.
Insomma, manca una certa chiarezza per capire se qualcuno farà qualcosa per evitare che i cristiani siano ammazzati. E perché si dovrebbe, dato che in Italia qualcuno dà al Vaticano la colpa di tutto il male che c’è, in Francia una consistente porzione crede nel silenziamento delle espressioni religiose e in gran parte d’Europa mi sembra che ogni questione religiosa sia superata semplicemente anestetizzandola, e in fondo sono stranieri che ammazzano altri stranieri? Da questo punto di vista, l’eliminazione di intere culture potrebbe essere un danno insignificante, uno dei tanti avvicendamenti che danno lavoro agli storici nel tentativo di ricostruire ciò che il tempo inevitabilmente travolge. Il tutto in favore della soluzione di un problema: l’ingombrante e sgradita presenza di cristiani nella vita politica e sociale.
Insomma, la soluzione al “problema cristiano” fornita dall’esterno.

Be’, “dall’esterno” si fa per dire. Non mi pare che tutte le armi in mano a certi combattenti arrivino da Dubai, né che sia l’Arabia Saudita ad avere fame del petrolio iracheno.

Nel frattempo, quelli che contemporaneamente agitano bandiere religiose e razziste potrebbero perfino essere contenti che il cristianesimo rimanga confinato entro gli stessi confini della loro presunta etnia. Con che coraggio un negro si parifica a loro?

Insomma, mentre i cristiani in teoria dovrebbero andare al martirio turbati ma fiduciosi, i laici dovrebbero arrabbiarsi e muovere allo sterminio di chi evidentemente non condivide la loro apertura mentale. Ma si è “esportata” tanta democrazia con leggerezza da parte di governi che non godono la fiducia dei libertari duri e puri, e ora nessuno sembra sapere che fare.

Be’, “nessuno” non proprio; secondo me qualcuno lo sa o crede di saperlo. E andrà a finire che ad intervenire sarà qualcuno per cui i cristiani sono un serbatoio di consensi.

La presente inerzia, che si somma a quelli che mi sembrano precedenti errori di alleanza e intervento, mi fa pensare che le radici d’Europa non abbiano molta forza, tranne ispirare qualcuna delle parole del Papa.


(1) In questa pagina è detto trattarsi di Evelyn Beatrice Hall.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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