Ironie

Charlie Hebdo pubblica l’ennesima vignetta in cui si fa ironia delle religioni. Mi domando quanto si debba amare il genere per abbonarsi anche un solo anno. Un po’ come se una rivista passasse il tempo a ironizzare su un solo personaggio politico; fai conto: come se la stragrande maggioranza della satira proveniente da una certa posizione politica si riferisse a un’unica persona…
immagina te, per esempio, se si potrebbe riempire stampa e web con battute quasi esclusivamente su Berlusconi…
ridicolo, inutile…
ah, no! L’hanno fatto…
forse per questo la sinistra ha perso abbonati…

Come che sia… la fantasia, ormai, è al potere da tempo, ma per esercitare il potere ha dovuto chiedere l’aspettativa in molte altre sue attività, fra cui la satira ma anche il lavoro di chi la commenta.
Infatti, non è che mi stupisca una vignetta assolutamente in linea con la posizione del giornale; mi stupisce piuttosto che qualcuno in ambito religioso, in questa Europa che di ironie ne ha viste tante, in quella Chiesa che è da lungo tempo un bersaglio privilegiato, abbia ancora voglia di perdere tempo a risentirsi.

Ei credentei “buonei” si trovano nella necessità di dimostrare che fra loro ed ei “cattivei” non c’è parentela, tranne che nei nomi usati, ma ci sarà sempre chi li accomunerà. Faccio un esempio: ci sono due insegnantei di matematica, ei qualei sostengono: a) che le loro nozioni sono vere e vanno insegnate; b) che ei allievei devono impararle. Unu dei due fa lezione e, se necessario, dà ripetizioni; l’altru picchia ei allievei che non capiscono. Allora c’è una persona la quale sostiene che ei due professorei sono entrambi delinquenti e propone di vietare l’insegnamento della matematica.
Il mio sospetto è che per qualcunu le dimostrazioni non basteranno mai. Loro, che dicono di credere all’evidenza dei fatti e che certo si beano di parole come “fenomenologia”, non ritengono doveroso prendere atto dell’abissale differenza fra Madre Teresa e Jihadi John.
Si potrà obiettare che le Scritture hanno parecchie espressioni violente, ma se è per questo c’è un’enorme quantità di non credenti, convintei che una bella rivoluzione piena di condanne a morte possa portare il bene nel mondo. È perciò necessario che certei satireggiaturei imparino a distinguere, pena il decadimento della loro credibilità, anziché delle posizioni che contestano.
La mia posizione in merito è che una religione debba almeno rispondere in qualche modo alle obiezioni di nu ateu, altrimenti è lecito sospettarne.
Espongo i miei dubbi di credente ad altrei credenti, se voglio suggerimenti per superarli, perché esporli a chi già non crede, visto che mi darebbe senz’altro ragione, non serve a niente.
Espongo le mie speranze di credente a chi non lo è, se voglio affinarle con una sana critica. Posso esporle anche a credenti, intanto per capire se stiamo credendo le stesse cose, tutt’altro che scontato; inoltre potrei scoprirne nuove sfaccettature per la diversa sensibilità.

-°0°-

La vignetta in questione mostra una divinità fatta come un vecchio con la barba bianca, con un triangolo occhiuto sulla testa. Il triangolo dovrebbe essere equilatero, ma vabbe’…

Qualcuno fa presente che tale rappresentazione si applica solo ai cristianei cattolichei, se non altro perché musulmanei ed ebrei vietano ogni rappresentazione e quindi non ne offrono alla satira, per non parlare dei buddistei per cui alla fine c’è solo un grande nulla, e come lo rappresenti? Molte religioni offrono una visione cosmica, per quanto semplificata, e anche il tutto, come il nulla, è impossibile da contenere in un disegno elementare; idem per principi indifferenziati provenienti da altre religioni. Per rappresentare una divinità mediante un disegno, dunque, non si può usare che un disegno di origine cattolica.
Questo, tanto per chiudere i discorsi su quale religione fosse bersaglio della vignetta: tutte.

 

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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