Una maestra da cui imparare

Qual è la differenza fra un’auto e Garibaldi? L’auto va a benzina, Garibaldi va a… Marsala! Fin qui la battuta per bambini che so da sempre.

E una maestra? La maestra va a tachipirina. Almeno è questo che ha fatto Lucia Iannielli per non lasciare la classe, oggi che c’era sciopero e la scuola era in difficoltà. Nel frattempo stiamo aspettando da OTTOBRE i suoi stipendi che, a parte due piccoli acconti, sono perduti fra burocrazia e incompetenza.

Ma Lucia Iannielli è una maestra. Vuole bene ai suoi bambini, in qualunque scuola si trovi a fare supplenza, per due giorni o per tre mesi; vuole lasciare l’incarico avendoli fatti lavorare proficuamente, avendo compilato il registro e messo i voti, avendo sostenuto come poteva quelli in difficoltà, incoraggiato gli insicuri, messo in riga i fanfaroni facendo in modo di educarli e non solo punendoli.

Lucia è una maestra. Soffre ogni volta che una collega evita di collaborare, che un genitore l’aggredisce prima ancora di conoscerla, che un bambino ha problemi troppo grandi per la sua piccola età.

Lucia è quel tipo di persona che non ottiene il sostegno dei lavativi, perché lavora e fa lavorare; non raccoglie il plauso dei calabraghe, perché rifiuta l’arroganza, particolarmente in chi dovrebbe invece mettersi al servizio degli altri; non attira la compiacenza di nessun potente perché non ha nulla da offrire loro, in quanto offre tutta se stessa a chi ha bisogno di lei.

È il tipo di persona che sembra mancare troppo in Italia, e soprattutto nelle sue televisioni. Persona priva di lustrini, tranne per chi ha imparato a guardarla. Per essi lei brilla di luce propria, come brillano l’onestà, la competenza, la dedizione e l’affetto.

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Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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2 risposte a Una maestra da cui imparare

  1. ribaldi ha detto:

    Lei è mia moglie. Scrivo qui, eccezionalmente, un testo messo pure su Facebook così, invece di leggerlo in due, forse lo leggeranno in tre.

    • Stefano Colombo ha detto:

      Per fortuna esistono ancora le Lucia, io conosco una Franca e una Marina, chissà perché tutte donne ma… conosco comunque altra gente in altri campi e si comporta come Lucia, sarà che hanno avuto buoni esempi e non si sono ancora ammalati di “ma tanto fanno tutti così perché io devo essere diverso?”
      Un saluto, Stefano

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