È passata una carrozzina

Mi è successo un fatto strano. Ero a una fermata della metropolitana e ho visto uscire una carrozzina elettrica. Andava piuttosto veloce, come faccio anch’io quando posso, e vuoi sapere una cosa? Mi ha stupito! Sì, io sono rimasto stupito a vedere una carrozzina, come già altre ne ho viste e ne guido. Per un attimo, quel mezzo che si è avvicinava mi è sembrato… pericoloso.
Cosa mai avrò visto, in quella carrozzina, che non fosse nelle altre? Penso una serie di particolari. Ero in un ambiente chiuso, c’era gente che si muoveva in varie direzioni, la carrozzina aveva le luci accese e si spostava più rapidamente delle altre persone.
Così, l’ennesima carrozzina elettrica che vedevo in giro diventava la prima di un’esperienza nuova, anche su di me.

Ho spesso considerato con ironia alcune reazioni al mio passaggio: una persona che, a due metri da me che non vado verso di lei, fa uno scarto per mettersi a due metri e venti centimetri; un signore che, mentre passo sulla strada, trattiene la moglie sul marciapiede mentre non stava cercando di scendere, voltata com’era dall’altra parte; una signora che chiama ansiosa il suo cane sdraiato, ben lontano dalla mia rotta.
Una volta considerai i piccioni, sul lungomare di Rapallo: si alzavano in volo quasi sfiorando a poca distanza i passanti. E considerai questo: non sono mica scemi, i piccioni, non sono kamikaze; non hanno intenzione di spiaccicarsi contro un umano. Così lasciai più tranquillamente che mi sfiorassero.

E poi ci sono i bambini. Benché circondati da automatismi e mezzi semoventi, manifestano spesso curiosità o stupore per questo tizio che passa su ruote. Bambini senza preconcetti, si esprimono in modo originale. “Sai, mamma? Da grande ne vorrei comprare una.” Oppure, mentre facevo la gimcana nella folla: “Schumaker!” Ma un mito è quello che recentemente ha esclamato: “Guarda, mamma: come quella di Stephen Hawking!” facendomi sentire anche un pochino intelligente.
Guardano subito verso la manopola di guida, capendo a che serve; mica come gli adulti che ci appoggiano una mano per prendere la mia, quando vogliono salutarmi, costringendomi a un tutt’altro che cortese “vade retro” per l’incolumità di tutti.

Una volta mi capitò di pensare che, se un individuo del primo Ottocento capitasse a vedere il traffico, sarebbe forse colpito dalle moto piuttosto che dalle automobili. Mi sembrò che un quasi-cavaliere potesse catturare la fantasia più di una scatola. Chissà, magari l’individuo farebbe gli occhi grandi così a veder passare una carrozzina.

Io continuo a muovermi come prima: nei corridoi al lavoro mi impongo un limite come in Formula1 nella zona box, mentre in giro accelero appena possibile. C’è di nuovo che ogni tanto immagino l’impressione degli altri.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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2 risposte a È passata una carrozzina

  1. Colombo Stefano ha detto:

    L’amico Riki é troppo forte, non credo ci sia qualche cosa di superabile che lui non abbia già messo da parte. Ora vediamo se riesco a lanciare una sfida, un bel G.P. di F1 Carrozzine elettriche fino ai 80 Kg. peso portata, io sono 75 Kg. quindi vorrei partecipare!!!! Ciao Riki

  2. miriam. bonazzoli ha detto:

    A parte che mi piacerebbe incontrarti e vedere questa meraviglia di carrozzina, ma la vera e tremenda domanda è :dove trovi le stazioni metro accessibili alle carrozzine e a chi ha difficoltà? Nella mia zona nn ci sono né ascensore né scale nobili…. Nulla di nulla. Infatti l’ultimo volta che ho preso il metrò è stato nel 2005!!!

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