Un povero ricco

Stavo ascoltando l’ennesima versione dei concerti per violino di Bach. Non sono un intenditore, ma a forza di audizioni distinguo fra le versioni. Mi sono reso conto da tempo della differente maniera in cui ascolto oggi la musica rispetto a, diciamo, quando avevo vent’anni. È quasi superfluo considerare che l’abbondanza dell’internet, inesistente quand’ero giovane, non aiuta l’approfondimento. Allora, ogni prezioso disco era un esemplare unico, da ascoltare fino a farmene permeare, tanto che certi suoni mi sembrano far parte della mia fisiologia.
Era un ascolto forzatamente acritico, nel senso che troppo pochi erano i riferimenti attraverso cui valutare quel che sentivo. Ricordo un anno in cui protagonisti furono: Savoy Brown, Alunni Del Sole, Wallace Collection e Rovescio Della Medaglia; un bel quartetto eterogeneo, ma inghiottii tutto al punto di potere riascoltare oggi quelle musiche con piacere, benché agli antipodi rispetto alle mie future passioni. Quello stesso anno mi furono fatti scoprire Crosby, Stills & Nash che spazzarono via quasi tutto il resto, a parte un seme di rock progressivo che sarebbe germogliato successivamente.

A volte ho nostalgia di quelle immersioni, capaci di farmi vivere una vera esperienza, o così penso ora. Non è solo la musica. Ricordo quando mi venne un’idea per il primo racconto che scrissi: ero in auto con mio papà e mi ci baloccai per un po’; arrivato a casa, avviai il computer e lo scrissi. Oggi mi sono venute almeno due idee per opinioni che volevo dispensare al mondo, ma sono naufragate in un mare di incombenze, considerazioni, ascolti.

Che ci posso fare, sono ricco…

Sempre da quei tempi, ricordo un dialogo. Chissà perché eravamo arrivati a parlare di arredamento; io sostenni l’idea che sarebbe stata una gran fortuna avere in regalo tutti i mobili in un colpo solo, mentre un altro diceva del suo piacere di scegliere un pezzo alla volta, magari pensarci, cambiare idea, risparmiare per comprarlo… oggi capisco molto di più il mio amico, provando nostalgia per esperienze e idee da digerire lentamente, fino a farmene costruire un pezzo di personalità.

Credo che manchi un pensiero esplicito sul divenire delle età, tale da rendere conto delle varie situazioni; di solito i discorsi si perdono nel sentimentale. Ma quando io, un giorno, implorai di avere “qualcosa”, mi sarebbe forse stato utile considerarmi in preparazione al molto avere futuro per non considerare definitiva la mia presunta povertà.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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