Buon tempo antico (due)

Cinquant’anni fa, l’Arno straripò devastando Firenze. Migliaia di volontari accorsero a salvare la città e tutti i suoi beni culturali.
Cinquant’anni fa decisero di mettere in sicurezza il fiume ma, sento dire, non hanno nemmeno terminato i lavori e il rischio è lo stesso di allora.
Sembra che nulla sia cambiato…

E invece no: molto è cambiato. Viviamo in un mondo più triste, più violento. Paesi in cui si poteva andare in autostop sono ora pericolosi per gli stessi abitanti; alle dittature di allora, quasi tutte permanenti o rimpiazzate da nuove, altre se ne sono aggiunte. Le elezioni ovunque sembrano duelli surrogati.
C’erano speranze inimmaginabili oggi, nonostante la morte di Kennedy tre anni prima avesse già dato, a pensarla col senno di poi, un’idea di quello che si andava a disturbare. Sarebbe arrivata la Cecoslovacchia a confermare l’Ungheria di dodici anni prima; Martin Luther King avrebbe confermato i Kennedy, Haight-Ashbury si sarebbe riempita di perditempo annacquando la presenza degli hippy, i movimenti di protesta sarebbero stati trasformati o sostituiti da rivoluzionari per finta, le bombe avrebbero spaventato tutti e ammazzato troppi. I baby-boomer non sarebbero diventati hippy, ma yuppi, e poche lettere fanno gran differenza.
Non è cambiata la disonestà diffusa ma si è ancor più diffusa; non è cambiata la presenza di palazzinari, tangentisti, dominatori occulti.
Disco e punk, idolatrati da pennivendoli prezzolati, avrebbero calpestato il buono della musica di consumo e oggigiorno si può sentir cantare “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore” come se fosse stata composta ieri.
E sì: io, che sono cresciuto affamato di futuro, che ho sognato in tono fantascientifico, che ho sempre creduto migliore un solo domani anziché mille passati, mi ritrovo come uno dei tanti vecchietti che rimpiangono il buon tempo antico. Sembra che ogni “fare” sia troppo pericoloso per un mondo che non ci regge più, che ogni invenzione ci allontani dall’universo di Asimov e ci avvicini al mondo di Orwell, che almeno per molto tempo dovremo guardare indietro per ritrovare del buono.
E, dopo le ingenue ubriacature di progresso e libertà, sempre più scriteriati accordano sostegno a favole superstiziose o ideologie autoritarie.

C’è un detto: “Si nasce incendiari e si muore pompieri”. Dopo essere nato guidatore di astronavi, spero di non morire contadino medievale.
E a questo vecchietto manca solo il bancone di un bar dove poggiare il suo “gottu de giancu”, mentre disordinatamente sbatte in giro le sue querimonie, a ennesima dimostrazione che il grande potenziale del progresso tecnologico non ha migliorato la preparazione degli utenti.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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Una risposta a Buon tempo antico (due)

  1. Miriam Bonazzoli ha detto:

    come sei triste e malinconico……comunque, nonostante siano 40 anni che non ci vediamo faccio fatica ad immaginarti vecchietto brontolone……e non credo proprio che rinuncerai alle tue idee e ai tuoi ideali. ciao

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