Bourbon

Sono arrivato tardi a vederlo e la procedura era avanzata.

Il whisky è fatto filtrare attraverso strati di carbone, ma si fa presto a dire carbone: legno di acero da sciroppo, tagliato in liste in autunno, perché allora ha meno resina, e lasciato a stagionare all’aperto per un anno. Per incendiarlo non si usa benzina, ma whisky grezzo, non per risparmiare ma per evitare di rovinare l’aroma. Dopo due ore si spegne con idranti, il carbone è fatto freddare e poi messo nelle camere di filtraggio.
Non è finita. Si fabbricano botti di non ricordo che legno, certo non scelto a caso; poi l’interno è passato al fuoco affinché si caramellino le sostanze contenute, per contribuire a insaporire il liquore.
Ho apprezzato il fatto che, se la legge prevede un invecchiamento di tre anni, la ditta presentata lo faccia invecchiare quattro: nell’epoca del “mordi e fuggi”…
Che ci posso fare: sono innamorato di procedure e competenze, di conoscenze trasmesse da umani a umani e piano piano incrementate. Adoro la civiltà, qualunque sia.

Anche se non mi piace il bourbon.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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2 risposte a Bourbon

  1. miriam. bonazzoli ha detto:

    Ahh meno male! Non ti sei dato all’alcol! E vedere queste cose mi fanno apprezzare le abilita’ che ancora l’uomo ha!

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