Inutile e pure dannoso

Si ricorda in questi giorni l’attentato in cui diversi italiani vennero uccisi in una città irachena.
In Iraq, Afghanistan, Somalia, Libia, Kosovo, sono andati militari di diversi Paesi, mentre ci raccontavano che in quel modo avrebbero “ripristinato la speranza”, “difeso la libertà”, “promosso la pace”.
Nulla di tutto ciò è accaduto: sono state gettate al vento risorse, si sono finanziati produttori di armi, abbattuti e creati governi fantoccio e qualche volta generati i nemici degli anni successivi; la gente ha continuato a morire e assistiamo a nuove, creative maniere di portare la morte in giro per il mondo. Intanto, nel fragore delle notizie, c’è chi continua a sussurrare di altri scopi: una Ilaria Alpi che poneva le domande sbagliate; soldati che la radioattività uccide, strumenti sacrificabili di interessi altrui; uno che fa vedere “come muore un italiano” ma di cui nessuno ha spiegato la presenza in zona di guerra.
Oggi quei Paesi sono allo sbando. Soldataglia fa stragi, piccoli feudatari seminano morte, popoli sopravvivono miseramente. Le ditte che armano il mondo prosperano, i militari girano inutilmente dappertutto e la libertà, la pace, la speranza, tramontano ad ogni vita spenta, nei bambini soldato, nelle donne umiliate, nella Storia cancellata.
Onore per i carabinieri di Nassiriya, rispetto per la memoria di Fabrizio Quattrocchi, solidarietà al sacrificio dei soldati che una criminale strategia fa macellare senza pietà.
Il papa di allora definì una “inutile strage” la Prima Guerra Mondiale, senza per questo implicare giudizi negativi nei confronti dei soldati che furono insieme vittime e incoscienti complici di essa. Così dicasi di chi, con retta coscienza e compiendo anche buone azioni, contribuisce alle attuali insensate campagne internazionali. Gratitudine a quei soldati di cui vengo a sapere, da abitanti di là, che “rispettano la gente”.
Ma non riesco a giustificare la presenza in Kabul di un’ambasciata che si limita a rispondere a email dicendo che, se un afghano vuole un visto, deve andarsene in Pakistan o India; non riesco a spiegare, in quello stesso Afghanistan, le bande che spadroneggiano mentre soldati stranieri pattugliano inutilmente strade in cui le donne hanno paura di muoversi; non riesco a sopportare la notizia che, per andare all’ambasciata italiana in Pakistan, si debba pagare un pizzo a qualche banda locale che presidia l’accesso alla strada; non posso ammettere che un profugo non abbia alternativa al campo profughi ONU, ostaggio di una burocrazia che impedisce a ormai milioni di persone di costruirsi, in qualche parte del mondo, una vita normale.
Aumentare armamento e coinvolgimento militare non ha dato sicurezza alle nostre strade; gli F35 non hanno impedito attentati.
Non si tratta di “esercito o insicurezza”, perché finora gli eserciti sono serviti solo a destabilizzare Paesi o a fornire non del tutto attendibili, ma certamente inerti, testimoni alle stragi nel mondo mentre i testimoni certi, le Alpi o i Regeni, sono schiacciati.

Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
Questa voce è stata pubblicata in Polemiche e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.