Prete che canta

Girava, i giorni scorsi, un video in cui uno vestito da prete cantava (male, benché con impegno apprezzabile) una canzonetta d’oggidì, con testo modificato in senso “religioso”.
Se detto testo fosse stato divertente, dato che lui è simpatico e la canzone carina, avrei apprezzato. Quando però si cambia il testo a una canzone, bisognerebbe infarcirlo d’arguzie, giochi di parole… invece niente. Siccome è roba religiosa, mi sarei aspettato bei pensieri edificanti in uno stile attuale e creativo, invece l’ho trovato moscerello. E allora via colla polemica!

Vorrei ricordare a quel prete che ci insegnano: non pronunciare il nome di Dio invano. Ebbene, se non è vana questa occasione, mi domando quale lo sia.
E vorrei ricordargli anche il significato di ‘sacro’.
Quando Mosè si avvicinò al roveto, la prima cosa che gli fu detta fu: “togliti i calzari, perché questo luogo è sacro”. Cosa, cioè, da non calpestare ma con cui prendere contatto.
E quando gli Israeliti arrivarono al monte che era coperto di caligine, la Voce ordinò che nessuno si avvicinasse e, se anche un animale fosse salito, che venisse lapidato. Ciò non per colpire gli animali e il loro agire libero, ma per inculcare a un popolo di dura cervice il “timor di Dio”.
Quando infine fu concesso agli anziani di salire con Mosè e mangiare, non è che poi si siano messi a cantare “quel mazzolin di fiori” per rallegrare l’occasione.
Per chiarire l’idea, quando Nadab e Abiu si inventarono un rito non prescritto, il fuoco li divorò e quando Uzzà stese la mano sull’Arca che si piegava, fu stecchito all’istante.
È vero che la Lettera agli Ebrei dice: “non vi siete accostati a un fuoco ardente … ma all’adunanza festosa…”, ma non perché fosse ridotta a una burla. Ma quale non credente potrebbe essere indotto a fare “ah, però…” vedendo il video, o quale fede stanca ne sarebbe ravvivata? Invece in varie parti si dà mandato di convincere i dubbiosi e rinfrancare gli esausti. Se qualcuno stesse ancora cercando una voce a cui credere, in cui valesse la pena di scommettere, non la troverebbe in quella.

E allora che sia rimosso. Di preti così non c’è bisogno; forse c’è bisogno di animatori così negli oratori o alle gite dei Boy Scout, per tenere su il morale e intrattenere, ma con testi profani.

Ora, precisiamo: non è che io sia di quelli tutti austeri, che fanno della religione un motivo per tenere il labbro corrucciato, la fronte aggrottata nell’occhieggiare coloro (tutti gli altri, alla fine) che non sono abbastanza devoti. Non mi prodigo perché siano fatte novene e litanie; non esorto alla liturgia h24. Anzi, diffido di chi conta su “prescrizioni umane”, “che rende un culto fatto di usi umani”; “norma su norma, precetto su precetto, un po’ qui, un po’ là”. E non sono neppure di quelli che credono di essere esauditi “a forza di parole”.

Fra un estremo all’altro, c’è spazio per essere seri e per divertirsi come matti.

Questo il corpo del reato.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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Una risposta a Prete che canta

  1. miriam. bonazzoli ha detto:

    Mi piace! Bravo! Ci sono esempi anche nel nuovo testamento…. Ciao

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