Pasti

Quando sono in ufficio, non pranzo. Le colleghe mi sgridano “Non puoi stare digiuno!” ma io rispondo che al mondo c’è gente che mangia ancor meno e fa lavori pesanti.
Non ragiono per quello che i bastardi sbeffeggiano come “buonismo”; non mi flagello come farebbero, secondo alcuni, i “baciapile”. La mia è logica: se non ne ho bisogno, perché spendere soldi per averlo? Noterete che, in questo caso, la logica è applicata all’economia; cioè: se usiamo il ragionamento, vuoi vedere che ci si guadagna pure? Poi lo faccio per filosofia; non quella da alcuni definita “seghe mentali”, ma quella che permette di “vivere meglio”, dimostrandosi un sottoinsieme raffinato del ragionamento di cui sopra; la mia filosofia, in questo caso, attinge a un aneddoto secondo cui Diogene, che viveva con niente tra cui una coppa per bere, la gettò quando vide un ragazzo abbeverarsi colle mani.
Forse non è sapere di quanta libertà si è capaci, magari è solo una strategia per evitarsi fastidi.

Oggi, una collega mi ha pregato di dividere con lei quello che aveva ordinato in un locale nei pressi; ne aveva troppo. Al posto dei soliti cracker, perché sennò chi le sente le colleghe preoccupate per me, “mi è toccato” mangiare davvero. Così, dopo, capirete… perché se mal si digerisce peggio si lavora… ho ritenuto opportuno bere un sorso della vodka polacca al limone portatami tempo fa da un’altra collega. Giusto per digerire…
Ho colleghe d’oro.

Ma se l’avessero raccontato, a un contadino d’altri tempi, che qualcuno avrebbe avuto “troppo di tutto”?

Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
Questa voce è stata pubblicata in Fenomenologia di me e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Pasti

  1. miriam ha detto:

    non voglio entrare nel merito della tua “logica” economica, filosofica ecc. ecc. essendo stata per molti anni medico della mutua ho imparato, pur sapendo poco (come si sa i medici di base sono scansafatiche ed ignoranti), che saltare un pasto ripetutamente alla fine comporta delle conseguenze, alcune delle quali spiacevoli; poi dubito che il cibo che non mangi tu venga mandato direttamente in Africa, ma questo è un mio personale pensiero e da ultimo, pur essendo ormai fuori dal giro da qualche anno, non ho mai, ma mai visto, studiato e applicato una dieta dove fosse contemplato un bicchierino di “vodka al limone”. Nel pieno rispetto della libertà reciproca , mi sentivo in dovere di dirtelo. Ciao miriam

    • ribaldi ha detto:

      eh eh eh, credo che sulle questioni alimentari tu abbia ragione.Voglio rassicurarti che la vodka non fa parte stabile della mia dieta, tant’è vero che una bottiglia da 200 ml è lì da diversi mesi. Poi l’Africa non c’entra: se consumassimo di meno, “semplicemente” non ci troveremmo un pianeta devastato e col clima impazzito. E questa è una TERZA argomentazione a favore delle mie scelte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.