Ecce Homo

“Il labbrino!” ci siamo detti in coro, mio fratello ed io, vedendo il quadro. Gesto infantile da noi fatto, alle volte, a mo’ di citazione per esprimere, scherzosamente: disappunto, delusione, moderata tristezza. Si piegano in giù le labbra e l’inferiore è estroflesso.
Tanto più ci è piaciuto, un quadro dall’espressione che non mi sembra in linea coi tanti Gesù cinematografici, televisivi, iconografici e omiletici.
C’è tragedia, sconforto, coraggio disperato, alle volte esaltazione, in quelli; ci sono volti sfigurati, rabbuiati. Qui, lacrimucce, un tono più deluso che sofferente. Mi fa venire in mente un ritornello, nei riti della Settimana Santa: “Popolo mio, che cosa ti ho fatto?”.

Gesù è stato flagellato, incoronato di spine, assoggettato ai pesanti scherni dei soldati romani. Anche loro, poveracci, in quel paese di gente aspra, mai doma, potersi prendere il gusto di piegarne uno…
Fino a Pilato, ha detto la sua, con poca o nessuna speranza di essere ascoltato. Dopo avere passato la notte in angoscia, essere portato avanti e indietro, essersi già preso almeno un ceffone, ecco: quegli energumeni, esperti in materia, lo hanno picchiato, umiliato e sbeffeggiato.
Ma non mi sembra di trovare qui un orgoglio ferito, piuttosto una bontà respinta. La sofferenza di un rifiuto.

Son tornato a cercarlo, trovandolo qui, in una delle tante mie divagazioni di snob a cui piace frequentare quella cultura che non avrà mai. Un quadro, poi, io che ho nulla capacità visiva; e invece è tutto il pomeriggio che me ne faccio sorprendere.
Sono stato a guardare quegli occhi delusi, quella lacrimuccia. Ci ho messo dentro tutto quel che so dei sentimenti che mi ispira: non basta l’esperienza personale ma sono disponibili infiniti esempi di tragedia umana.
Ci sono Cristi trascendenti, in cui la figura flagellata sembra fuori dal mondo; sofferenti, che patiscono come umano patisce. Questo è un povero Cristo deluso, commosso.

Ai primi, vorrei chiedere un posto in quella dimensione che trascende anche le torture; ai secondi, offrire la solidarietà che ci unisce. A questo, vorrei chiedere scusa, come si dovrebbe chiedere scusa ad ogni bambino o animale che qualcuno abbia fatto soffrire.

Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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