Comunità

Giorni fa sono passato per una piazzetta, vicino casa, dove sono un bar e negozi che frequento. Incrocio lo sguardo di una coppia: loro mi fanno cenni di saluto e io a loro; gente che conosco di vista, che riconosco all’incontro, di cui saprei dire ben poco tranne che, come me, abitano in zona.
Dagli amici alle conoscenze vaghe, trovo lì tutta la serie.

È stato dunque in quel momento che mi è sorto alla mente un termine, dotandosi di un significato per me nuovo: comunità. L’avevo certo letto e sentito varie volte, ho sempre ritenuto di conoscerlo; le definizioni che trovo nei dizionari, all’incirca, rispecchiano il senso che intuitivamente do al termine. In quel momento, però, ho sperimentato il significato personalmente, diciamo che ho colorato la nozione.

Ricordo ancora anni fa, l’impressione che ebbi all’idea che le celle di un foglio elettronico potessero venir colorate per distinguere le registrazioni secondo categorie: banale per chiunque abbia, dei colori, una percezione decente; io, dopo anni che mettevo numeri e scritte in tabella, lo vissi come un’acquisizione culturale importante rendendomi così conto, sperimentalmente, della mia carenza non solo sensoriale ma, a causa di ciò, pure concettuale.

Allo stesso modo, dunque, ho raggiunto una “più colorata” percezione della mia pochezza relazionale quando ho percepito questa entità, composta di elementi per altro indipendenti e staccati ma le cui azioni e abitudini determinano la sua esistenza. Un’entità dotata di caratteri propri, risultante dalla convergenza di molte intenzioni.

Quella piazzetta, quei negozi, il fabbricato, nacquero anni fa da un suggerimento su che fare per il quartiere; indipendentemente dall’idea originaria, ha una sua identità e se ne fa riferimento specifico.

Le persone passano; molte già ne sono passate e molti i subentri avvenuti. Ognuna significativa nell’apportare un tratto anche minuscolo; ognuna irrilevante nel quadro complessivo. L’idea di questa quantità di gente; del loro divenire, con bambini che poi, adulti, hanno avuto altri bambini; del modo in cui ci sono cose che cambiano restando uguali… mi hanno fatto sentire prossimi gli individui, significative le loro vite come piccoli tocchi di colore in un quadro.

Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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2 risposte a Comunità

  1. LUCIA ha detto:

    Caro Riccardo, in questi tempi di pandemia, come risullta importante e vera la tua riflessione.
    Il bar d’angolo che frequento mentre faccio la spesa ecc. E è riuscito ad andare avanti, mi hanno detto i proprietari, per la fedeltà dei clienti, che non fanno gruppo, ma si riconoscono come è successo a me, in una continuità di relazioni che si vuole mantenere viva.
    Segue le tue belle riflessioni, ti saluto caramente, Lucia L.

  2. Miriam Bonazzoli ha detto:

    Che bello!!!

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