Conflitto generazionale

È uscito un film (La Crociata, di Louis Garrel) in cui gli eroici ragazzini si battono per un mondo migliore contro la crisi ambientale prodotta da egoismo, miopia, e tutto l’armamentario di cui si accusano “gli altri”. Dal provino mi è parso che la generazione sotto accusa sia posteriore a quei boomer oggi ritenuti responsabili di ogni male; chissà come si chiamano.
Mi sembra di ricordare che i ragazzi un po’ più grandi di me, e i miei coetanei, e quelli un po’ più giovani, già accusassero i matusa degli stessi misfatti. Ma erano arrivati loro e tutto sarebbe cambiato.
Oggi la colpa sta passando dai boomer a questa nuova ignobile genia.

Ho teorie in merito.
Nessuna generazione è realmente migliore delle precedenti. Contiene una percentuale simile di gente spregevole, o debole, o ignorante, che non migliorerà o addirittura peggiorerà il mondo trovato.
Ogni generazione, almeno da qualche tempo, ha( avuto) la possibilità di migliorare il mondo. O meglio, l’hanno avuta alcuni. Sempre troppo deboli per riuscire.
È sempre possibile migliorare il mondo, ma se qualcuno comincia a riuscirci scattano le contromisure: campagne diffamatorie, depistaggi, repressione, attentati. Nasce un movimento di opinione e subito escono i massimalisti, quelli che puntano più in alto, troppo in alto per ammettere dialogo; e poi quelli che inglobano certe istanze in un orientamento di parte, rivendicandone l’esclusiva. Inizia così il tamtam dei fraintendimenti, delle semplificazioni, colle quali si presentano posizioni serie in maniera ridicola. Sulla base di queste due azioni, si giustificano reazioni contro il movimento, colpendo la parte sana e propositiva, ovviamente, e non le inevitabili frange estremiste e folcloristiche. Nei casi gravi, qualche pestaggio di matrice varia, atti di violenza diversamente attribuiti completeranno il lavoro. Nel caso in cui il movimento sia bene rappresentato da poche persone significative, basta che ne muoia un paio, a volte ne basta una. In casi di portata nazionale ci sono colpi di stato, insurrezioni teleguidate, crisi economiche pianificate.
Hanno perso negli anni ’60, negli anni ’70, ai tempi del G8 di Genova e delle Torri Gemelle.
A questo si aggiunga che la strada per la giustizia è lunga; facile è distrarsi e trovare guadagni alternativi. Infine, quelli che hanno vinto sono stati più impegnati a gestire il potere che a mantenere le promesse.

Dai tempi di Truffaut, ma anche prima, si riconosce ai più giovani una portata innovativa. Spesso questa consiste unicamente nel seguire le tendenze dei tempi. Quelle stesse che poi, quando i sopravvissuti saranno vecchi barbogi, verranno bollate come reazionarie. A quella benemerita categoria s’aggiunge oggi, non senza argomenti, quella delle donne: nel film, naturalmente, la madre segue il figlio nell’impresa.

Ed ecco spiegato che io, maschio e decrepito, non creda.

Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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