Io ricordo!

Anni fa vidi un frammento in tv, in cui Mastroianni recitava questa parte: ripassava cose e visi e avvenimenti, in modo disordinato e apparentemente casuale, intervallando la serie con questa esclamazione:

Io ricordo!

Era un inno a una vita colma di fatti più o meno significativi, tutti però importanti per la persona che li aveva vissuti e, ricordando, sentiva di averli ancora con sé, nulla avendo perduto.

Una persona vecchia, in sé, riassume la propria ricchezza di persone e fatti. Una ricchezza che il tempo può solo accrescere e che non si dissipa perché, appunto, non si è scordato nulla.

Così quel vecchio, durante uno sbandamento in cui sente il bisogno di ritrovarsi, chissà; o mentre prova una di quelle sensazioni onnipotenti e furiose che a volte capitano, e fanno sentire chiamati a grandi cose… come anche in altre età si presentano e il cui ricordo (ancora) fa balenare negli anni la promessa di successi indefiniti ma certi… come sia, egli ripercorre tutto il possibile, raccatta a piene mani, rassicurandosi in tal modo di averle piene e d’essere vivo, d’essere ancora vivo, d’essere molto vivo.

Quale inganno! La memoria non è una scatola, che basti aprire per averne tutto il contenuto. Ogni volta che l’apri, te ne viene la sua condizione attuale senza alcun riferimento a elementi diversi da quelli che sta dando: poco importa che ieri ti abbia offerto il sapore di una tartina, in quel mattino con un sole inclinato al punto da illuminare un mobiletto, come non l’avresti più visto. Oggi quella tartina non è solo svanita, ma non è esistita mai; il mobiletto non è mai stato illuminato in quel modo e non ha dato origine a un sentire vago a proposito delle ore del giorno, e di questo sentire non hai, oggi, cognizione.

Poco male, penserai: la scatola ti è data in quella che appare la sua interezza e quindi tutto intero ti sembra il suo contenuto. Disgraziatamente, del contenuto fanno parte oggetti monchi, avvenimenti senza capo o coda o elementi chiave e appare chiara l’incompiutezza; oppure esce fuori il ricordo di una tartina senza poter capire dov’eri, chi te l’avesse data, come proseguì la merenda e, a dirla breve, tutto il suo valore, a dimostrarti perdite forse definitive.

Mi sembra la barzelletta di quell’ottimista che, precipitando da un grattacielo, continua a ripetere: “fin qui tutto bene…”.

Capire l’impermanenza e fuggire l’attaccamento. Ciò che ancora mi manca.

Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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Una risposta a Io ricordo!

  1. Miriam Bonazzoli ha detto:

    mi rimembra una qualche poesia di Leopardi!! mah!
    E io che pensavo avresti parlato delle elezioni del Presidente! (hihihi)
    ciao, il cervello è meraviglioso, non importa cosa torna in superficie, lui tiene dentro tutto….

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