Una preghiera

Sono stato al Cimitero Monumentale di Milano. Non c’ero mai stato e allora, nel poco tempo avuto, ho guardato un po’ dappertutto.
Poco dopo l’ingresso, sotto il Famedio, muri e colonne sono coperti di lapidi commemorative, in particolare di molti giovani morti nella Prima Guerra Mondiale. Tra queste, trovo quella di Niccolò Baccerini , morto nel 1915 “per la maggior gloria d’Italia”.
Ora, di altre sensibilità parliamo, di retoriche mai fatte mie, ma a quei volti di prematuri scomparsi e per quella gloria perseguita

LEVO UNA PRECE:

Voi che con ardore consumaste la vostra gioventù in un olocausto dissennato, prodotto dell’ambizione e dell’interesse inumano dei potentati di allora;

  • voi che vi caricaste d’un peso mortale per un bagno di sangue insensato, applaudito da fanatici che non si contentarono allora né oggidì si contentano di provocare a morte e desolazione;
  • voi che sapeste con umiltà e coraggio affrontare gl’impegni più gravosi, per nulla attratti dalla facilità inconcludente né vogliosi d’altro che di ben fare…
    • voi che nella verità vedete ormai quanto l’umanità sia sfruttata nelle sue forze, derisa nei migliori aneliti, schiacciata nelle aspirazioni, come già un dì a voi fu fatto;
    • voi che tanto più scandalizzati sarete, a saper quest’Italia qual seguiti prese da che il vostro sacrifizio accolse…

Sorgete orsù a turbare le notti infami di tutti que’ miserabili che d’un popolino ignorante e ignaro fanno bocconi, che de’ molti italici ingegni fanno spreco, spregio e dileggio, che la molta delinquenza promuovono a lor vantaggio quandunque d’essa si curino;

  • riempite di spavento le lor coscienze spergiure, traditrici di voto fatto, legge assunta e umanità condivisa;
  • fate loro sentire l’odor di fiele che emana la disonestà, il profittare, l’insolente complottare; fate loro vedere la miserevole putredine dell’ambizione che ciechi li muove;
  • non lasciate che un solo respiro li privi mai del fiato vostro, per che non più godano, com’ora fanno, dei frutti d’ogni antivirtù di che si vantano; rivestiteli da vivi dell’inferno, ché dopo è inutile, quando oramai tutto il male avranno commesso, quando oramai ogni ripercussione avremo noi patito.

Circondateli ora voi, prima che li circondino i loro simili già trapassati. Quelli sarebbero solo capaci di apprezzarne le malefatte; voi, che almeno avete lottato per un ideale che pure non condivido, movete lo slancio non allo sterminio di altri eserciti ma di ben più grave pericolo per la Patria che vostra fu ed ora è mia. Che in giro si vedano gli occhi sgranati di paura, che prima veicolavano superiorità; si sentano le voci tremanti, che prima berciavano falsità. Che la loro paura altra ne adduca agli aspiranti imitatori.
E che al sole siano denudati i misteri dei delinquenti, fuggano i pravi a cercar luce che al vostro terrore opponga sicurezza, e mai ne trovino.
Sì che, essi impegnati a sfuggirvi, si possa noi vivere in pace.

In pace riposate.

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Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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2 risposte a Una preghiera

  1. miriam ha detto:

    ma la tua proposta mi sembrerebbe vanificare la morte di questi giovani che, anche se tu non condividi, hanno vissuto e sono morti per un ideale. e la paura non è mai, a mio parere, una risposta ad un problema, anzi è l’occasione per ulteriori disastri. no, ai morti chiederei per i vivi la coscienza che ora non hanno e con la coscienza la vergogna per quello che stanno facendo. Anche perchè se spariscono questi per la paura, altri ne sorgono e tutto ricomincia da capo……
    e’ l’Ideale ciò da cui ripartire, non qualunque ideale, ma l’unico possibile…. amore, carità, sacrificio di sè, cioè tutto quello che UNO ci ha insegnato.

    • Volevo appunto che le anime di coloro che, pur nella differenza con i miei ideali, possiamo chiamare eroi, rovinassero le notti ai delinquenti sicché noialtri si potesse lavorare sereni. Insomma, che ci affiancassero nel nostro lottare quotidiano.

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