Sì, ma quali doni?

(questo è il seguito di Doni non solo natalizi)

Ascolta un brano di musica.
Suona quel brano.
Studialo.
Fattelo spiegare.
Ora considera la materia: l’effetto su di te dei suoni, la respirazione, l’udito… tutto ciò che di te pare influenzato. Considera lo strumento che usi, sentilo contro di te, la temperatura, la pressione di mani, piedi, bocca.
Domandati qualcosa sul modo in cui lo strumento è costruito, cerca informazioni sulle tecniche e i più noti costruttori.
Se la musica è prodotta da uno stereo, da un telefonino, chiediti come funziona un altoparlante; se c’è un rapporto fra l’ampiezza della cassa e quella delle più ampie frequenze emesse. Chiediti anche la differenza fra analogico e digitale, e tra Flac, Ogg e MP3.
Fatti raccontare la vita della persona che ha inventato quella musica, e quella di chi la esegue.

A parte che la ricchezza di risposte renderà chiara la differenza tra Barbara Strozzi e Laura Pausini, tra Ottorino Respighi e Luciano Ligabue, ma anche fra Thomas Edison e Dj Fraitanti, vorrei mostrarti come in poche righe ti abbia dato di che riempire una vita.

A due condizioni: che ti interessi la musica, cosa tutt’altro che obbligatoria, e tu abbia la fortuna di avere intorno gente, e libri, e reti, capaci di darti risposte e magari stimolare nuove domande. Altrimenti è forse il caso che tu cambi compagnie.

Non ti piace la musica? Eccomi pronto.
Nella chiesa di Rapallo, subito sotto un san Luca di marmo, guardavo la sua veste con pieghe e risvolti, addirittura sembra leggermente stropicciata sull’orlo. È stato martellato, poi piallato, poi lucidato, con una pazienza che in me non ho mai saputo trovare, per non parlare della capacità di “vedere” le dimensioni di un qualcosa che ancora non è stato estratto dalla pietra.

Se hai la dote, esplora la materia; tocca, saggia, modella.
Se come me vedi un mondo piatto, almeno conserva la capacità di stupirti alla dote altrui.

Vale lo stesso per i colori. E per la pittura. E per la vita dei pittori. E per le loro epoche. E per…

Ogni essere umano intorno a te è un oceano di sensazioni che non si possono descrivere che per approssimazione.
A qualcuno piace naufragar in quello mare che sono le insondabili umanità.

O dare al tuo interiore una struttura consapevole. Porre a te delle domande, scoprendo col tempo di non conoscerti quanto pensavi.

O fare del tuo mestiere un vanto, se hai tanta fortuna. Basta essere calzolai, panettieri, parrucchieri o elettricisti per avere di che approfondire una competenza.
Mio nonno era ferroviere e si dilettava a costruire radio a galena. Ebbene, puoi anche imparare qualcosa dal passatempo di una persona vicina.

Non ho ancora parlato dei libri…

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Informazioni su ribaldi

Uno che evidentemente ha ancora tempo libero...
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2 risposte a Sì, ma quali doni?

  1. ribaldi ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo. La profusione di bellezza, l’infinita complessità, sono due modi attraverso i quali giungere all’estasi.

  2. miriam bonazzoli ha detto:

    i libri sono come la musica, i quadri, le sculture, i colori, la natura: perchè tutte queste cose riverberano in noi ciò che di noi è in esse e così si crea un legame e una passione e alla fine un amore; questa corrispondenza di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli è talmente affascinante che porta all’amore, non un amore sentimentale, un amore che ti prende la vita e te la porta sempre più in alto…..fino a Dio?

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