Deconn 3/n

Anche in un sistema completamente connesso saranno necessarie ampie zone Deconn. Materiale umano di scorta per ringiovanire i mercati, zone piene di persone che anelano a diventare clienti globalizzati, come se acquistare un prodotto da un’azienda con sede legale in un altro continente rendesse più conveniente l’acquisto; clienti dall’intatta o rinvigorita voglia di spendere; elementi modaioli non ancora sfruttati.
Periodicamente, la nascita di qualche fenomeno mediatico in zona Deconn farà apparire meno tenebroso quel mondo, agli occhi dei clienti, nel mondo connesso invece, fasce di popolazione Deconn serviranno per fornire una spinta sociale che tenga sulle spine gli altri, oltre al babau necessario a rafforzarne la fedeltà. Il Deconn, visto in giro, serve da memento per la folla; una folla di Deconn, là da qualche parte, fa da sfondo inquietante ai sogni delle brave persone, affinché restino brave.

Inoltre, come assicurarsi che le sanzioni, le disconnessioni temporanee, siano patite senza necessariamente condurre alla morte? Un primo passo in discesa lo fai quando qualcuno ti offre aiuto (cibo, un tetto ..) in cambio del tuo apparecchio, ormai inutile. Esiti un solo momento, tentato dalla paura di non farcela, più che dalla convenienza della proposta e tutta la tua inservibile, magari costosa elettronica passa di mano e non la vedi più. Ne trai quel che basta a diventare schiavo di una diversa logica, solo un tanto più dura di quella che conoscevi.

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2 risposte a Deconn 3/n

  1. miriam bonazzoli ha detto:

    mi dispiace, non ci ho capito un’acca!! ormai sono di un’altra generazione…..

    • Il mio è un esperimento, sto cercando di immaginare una situazione in cui, ancora più che adesso, tutto fosse fatto per il tramite di computer e reti. In realtà la fantascienza parla del presente più che del futuro; in questo caso gli argomenti (attuali) sono due: la globalizzazione dei mercati e le condizioni di un cittadino che cade in povertà, o di uno straniero che non sia riuscito a inserirsi. La seconda parte ricalcava le descrizioni sulla reazione a una malattia terminale, mentre la prima fantasticava sui rituali di accettazione sociale.

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